Non c’è in assoluto una proposta in ambito elettronico più Ambient di questa. Infatti, i nostri druidi raccolgono i suoni della natura direttamente sul “campo” per poi “corromperli” con i modesti macchinari a loro disposizione e mischiarli a contributi strumentali minimali ma mooolto efficaci. Siamo certi che non c’è miglior modo per scendere al suolo dopo ore di orbite stoner!!!
Ambient for ambient. E’ il loro motto. Per i più esigenti si potrebbe mutare in “Enviromental Ambient”. Ma poco cambierebbe. Sono solo parole. Loro invence non ce ne mettono proprio..
Due persone che si conoscono e frequentano sin dall’infanzia, accomunate da comuni gusti musicali e frequenze di pensiero, dopo i soliti esperimenti musicali di gioventù nelle salette prova della bassa udinese, cercano la loro catarsi personale in lunghe ed estenuanti sessions fotografiche per immortalare ciò che ancora di buono rimane nei luoghi in cui sono cresciuti e in cui continuano il loro estenuante peregrinare. La natura. L’ambiente.
Ore di pose, di imperitura ed ineffabile attesa come tributo ad una Gaia morente che però attende la sua riscossa sulla civiltà che la stà sopraffacendo secondo dopo secondo.
Ad un certo punto i due sentono la necessità di trasportare questi interminabili attimi, questi irripetibili frammenti d’infinito in musica. Detto ciò, oltre che agli apparati fotografici, nei loro tascapane trasportavano anche registratori portatili, microfoni e quant’altro la tecnologia fornisce per immortalare i suoni, i lamenti, i silenzi e i crepitii inimitabili che nelle fotografie purtroppo non rimangono.
Questa è la scintilla del progetto TRITONS.
Marco e Ricky, rapitori di istantanee sonore. Corruttori benevoli di un canto silente che non si è mai sopito e che sempre continuerà, anche quando noi razza becera non ci saremo più. Che tuonerà ridondante quando tutto sarà maceria e la natura finalmente riprenderà ciò che le è stato tolto dalla scimmia glabra. O forse no. Chissà.

